gambe di donna e orso con maschera

Dominatori e sottomessi: le pratiche BDSM da conoscere

Nessuna candela, nessun ragazzo delicato, no al romanticismo e alle paroline dolci. Come direbbe Mr. Grey << Io non faccio l’amore, io scopo forte >>.

Quando si sente parlare di BDSM la prima associazione che si fa è quella con il ciclo di romanzi “50 sfumature”. In realtà quanto descritto nella trilogia è stato criticato dalle comunità BDSM perché vi sono numerose inesattezze e anche i sex toys utilizzati sono fuorvianti.

  1. Che cos’è il BDSM?
  2. A ciascuno il proprio ruolo e il proprio simbolo
  3. La spiegazione psicologica
  4. Le posizioni migliori e gli strumenti da utilizzare
  5. Dove praticare sadomaso
  6. La comunità BDSM
  7. Curiosità

Che cos’è il BDSM?

Il BDSM (o sadomaso) è l’acronimo di:

  • Bondage, inteso sia come legame fatto da corde, ma anche legame sentimentale e affettivo;
  • Dominazione, ma anche disciplina, ovvero regole ben precise da seguire;
  • Sottomissione e sadismo;
  • Masochismo.

La presenza dei termini sadismo e masochismo ha creato molti fraintendimenti perché sono due patologie mentali. Allora, volendo dare una definizione più corretta, il BDSM consiste in una serie di giochi erotici in cui uno dei partner si mette a disposizione dell’altro impegnandosi a accettare e assaporare tutto ciò che accadrà.

L’altro si assume la responsabilità di prendere decisioni e quali sensazioni e emozioni proveranno entrambi. Qui appare lampante l’importanza dell’intesa tra i partner in quanto uno dei due, lasciandosi immobilizzare, permette che l’altro decida per lui.

Non per forza chi è interessato a questa pratica sperimenta tutte e quattro le categorie, infatti, ognuno si avvicina a quella più idonea ai suoi gusti.

A ciascuno il proprio ruolo e il proprio simbolo

Il BDSM prevede delle regole ben precise e la prassi vuole che una parte abbia il controllo sull’altra: così vi è un dominatore e un sottomesso.

Se una persona vuole interpretare entrambi i ruoli, viene definita switch. Se invece si predilige il ruolo dominante si è un master o una mistress, al contrario si è uno slave.

Vi sono anche dei simboli che permettono di identificare il ruolo scelto. Se si indossa il collare o l’head harness – una specie di museruola realizzata con cinghie e fibbie che impedisce di aprire la bocca e può essere utilizzata per agganciare altri bavagli – si è inclini alla sottomissione. I dominatori, invece, indossano capi in pelle nera per esprimere potenza.

La triscele è il simbolo che caratterizza l’intera comunità. Ideata nel 1994, prende ispirazione da raffigurazioni celtiche e da uno dei libri più celebri sul sadomaso, “Histoire d’O”, in cui viene descritto un anello regalato alla protagonista in segno della sua servitù.

La spiegazione psicologica

Come si è già detto in questa pratica vi è una dinamica di potere e sottomissione, in cui ci si affida e ci si fida. Il consenso gioca un ruolo fondamentale soprattutto perché si praticano attività delicate e pericolose: vi è un rapporto animalesco, ma amorevole allo stesso tempo.

Etimologicamente la parola consenso indica un “sentire insieme”. Da neonato ognuno di noi si è ritrovato a vivere una situazione di sottomissione e potere: il bambino si affida completamente al caregiver attraverso cui scopre nuove sensazioni, impara a modularle e a sentire attraverso il tocco il proprio corpo, capendo anche di essere un corpo.

Ovviamente, in quella circostanza, chi si prende cura del bambino non lo fa per dare piacere sessuale, ma crea le basi affinché questa capacità si sviluppi in un secondo momento.

Altra parola chiave della pratica BDSM è gioco.

Il gioco rappresenta un momento di distensione, di rilassamento, in cui si mette tra parentesi la serietà della vita con tutti i suoi problemi. Si crea uno spazio di illusione che permette poi ti tornare alla realtà per affrontare meglio la sua complessità.

Nel BDSM si mettono in scena delle rappresentazioni di dominio e sottomissione con finalità di divertimento fra liberi e uguali. Con la concezione giocosa si crea empatia, grazie alla comunicazione tra le parti, permettendo di recitare entrambi i ruoli.

L’interazione serve a sperimentare entrambe le possibilità e il ribaltamento delle stesse ci mette alla ricerca di nuove significati e consapevolezze.

Il ruolo del dominatore, in particolare, consiste nel far provare al proprio partner una fisicità dimenticata, inoltre, non prova tanto piacere nel far soffrire il partner, ma nella conferma di poterlo fare.

Chi gioca il ruolo del sottomesso impara anche attraverso la sofferenza a affidarsi e abbandonarsi all’altro traendone un piacere erotico.

Spesso in esperienze prettamente fisiche cedono quelle strutture mentali che non ci permettono di lasciarci andare a una esperienza emotivamente forte. L’adulto che sceglie di interpretare questo ruolo – sottomettendosi – trasforma l’impotenza del neonato in potere decisionale che lo libera.

La valvola di controllo è avere coscienza che entrambe le posizioni appartengono a ognuno di noi, rappresentando un vissuto comune a tutti e tutte e che ci permette di sentire insieme, infatti, si può consentire solo se si è consapevoli, conoscendo insieme il territorio in cui ci si sta muovendo. Un territorio molto complesso e delicato, denso di vissuti personali profondi, legati all’affettività all’emotività e alla memoria del corpo.

Le posizioni migliori e gli strumenti da utilizzare

Il kamasutra offre diversi spunti e con l’aiuto di qualche strumento il piacere può essere elevato.

Uno dei primi che vengono in mente quando si parla di bondage sono le manette. Per esempio i polsi possono essere legati e agganciati alla spalliera del letto o a un sostegno. Questo permette a chi è legato di assumere una posizione supina o prona, adottando le posizioni del missionario o del doggy style.

Si possono legare le mani dietro la schiena con delle fasce per riproporre il pegging.

Possono, ancora, essere legati polsi e caviglie, in questo caso la dominazione è totale e si possono introdurre anche bende, frustini, vibratori, lasciando libero sfogo alla fantasia e al godimento.

L’utilizzo dei sex toys è un must: pinze per capezzoli, frustini, ball gag, collari, guinzagli, stimolatori anali, dildo e strap-on.

Nel bondage il corpo viene legato e ristretto nei suoi movimenti: catene, restrizioni in pelle, corde, manette, ferri, bavagli, morsetti per denti, cappucci per coprire la testa, mummificazioni, sacchi, camice di forza, spreader bars, gabbie, sospensioni come le altalene dell’amore.

Per provocare dolore si possono usare i frustini, cinghie, verghe di vario spessore.

L’importante è sempre comunicare con il partner tenendo conto che non si ha davanti solo un individuo con cui fare sesso, ma una persona con dei sentimenti.

Dove fare sadomaso

Ogni coppia può mettere in atto le fantasie sessuali dove meglio crede e più si sente a proprio agio. Ma oltre alle camere da letto e alle proprie abitazioni, vi sono dei locali in cui vengono creati eventi ad hoc con performance e esibizioni.

I più conosciuti si trovano nelle grandi città come Milano e Bologna, ma navigando su internet potrete entrare in contatto con le comunità BDSM della vostra zona e avere maggiori informazioni.

La comunità BDSM

Forum, community, blog, sono tantissime le realtà in cui potere scoprire e entrare in contatto con questo mondo. Inoltre chiedere consigli e scambiare opinioni è sempre consigliabile, soprattutto per chi è alle prime armi.

Anche trovare partner su siti specializzati come https://www.bdsmonline.eu/ con cui dar sfogo alle proprie fantasie sessuali è sempre più facile e si può fare in tutta sicurezza.

Curiosità

Ecco alcuni film e consigli di lettura per appassionati e curiosi:

  • I film porno di Erika Lust “Tie Me Up” in cui appare lo shibari ovvero la versione giapponese del bondage e Feminist and Submissive” in cui ci si chiede se una donna possa essere femminista e al contempo sottomessa a letto.
  • Secretary, film del 2002 diretto da Steven Shainberg con Maggie Gyllenhaal e James Spader
  • Maitresse di Barbet Schroeder del 1975
  • Tokyo Decadence di Ryu Murakami del 1991
  • La Luna di Fiele di Roman Polanski del 1992
  • Histoire d’O di Just Jaeckin del 1975 tratto dall’omonimo romanzo citato in precedenza di Pauline Réage
  • Diario di una sottomessa di Sophie Morgan
  • Il Legame di Vanessa Duriès

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